Vivo da ben dieci anni nell'immaginazione. Non so cosa avrebbe pensato di tutto quello che ho fatto finora.
Le scelte, i problemi da affrontare, i miei comportamenti, i viaggi, le persone che ho vissuto, il mio modo di vedere le cose, i litigi, il liceo, l'università, la mia musica...
E la fotografia... A lui piaceva molto, ed insieme alla macchina fotografica anche la videocamera. Non scorderò mai quel bellissimo viaggio a Roma durante il quale per metà del tempo ebbe fra le mani la Minolta e per l'altra metà del tempo la Panasonic (in realtà lo faceva in ogni viaggio). Non smetteva di fotografare qualunque cosa o riprenderci nei momenti più strani neanche per due minuti. E' sempre stata una delle cose che non ho mai dimenticato.
Sono davvero felice di aver ereditato questa sua passione, ma evidentemente in maniera alquanto più forte, dato che voglio farla diventare il mio mestiere.
In realtà, però, mi chiedo spesso cosa lui penserebbe del fatto che io stia per frequentare un corso così impegnativo - oltre che costoso! [http://www.contrasto.it/content/view/1076/30/lang,it/] - che mi porterà, si spera, ad iniziare un percorso lungo, ma importantissimo per me.
Come faccio da anni, posso solo immaginare cosa mi direbbe. Posso solo immaginare un suo abbraccio di contentezza, un'espressione d'orgoglio, oppure uno sguardo di disappunto o di dubbio.
E nell'immaginazione m'invento anche i finali, quindi mi piace spesso credere che lui ne sarebbe entusiasta (come da logica sarebbe pensarlo).
Ma molto spesso, sicuramente più di quanto credo, è come se mi trovassi, a forza, a dover giocare a mosca cieca. Avere alcune sensazioni e rischiare, provando ad immaginare dove sia il punto da colpire. Gettare le mani nel vuoto con gli occhi bendati, in cerca di un contatto che, nel mio caso, non c'è.
Durante tutti questi anni ho ricostruito la sua persona nella mia mente, un pò dai ricordi che ho, un pò dalle cose che ogni tanto mi racconta mia madre e poi, per una piccola parte, anche a mio piacimento.
Pur essendo stata ancora abbastanza piccola, ho sempre provato una grande stima nei suoi confronti e trovavo molto diverso il rapporto con lui rispetto a quello che avevo con mia madre. Anche e soprattutto per questo mi manca così tanto.
E' ormai da tempo che lo cerco nelle foto che faccio. Cerco qualche sua espressione o stato d'animo che manca nel mio archivio. Per sentirmi più completa.
Non smetterò mai di farlo, tenendo i miei occhi sempre ben aperti per non farmi sfuggire neanche un particolare di quello che lui sarebbe stato. Per me.
