ottobre 27, 2009

Keeping my eyes open wild

Vivo da ben dieci anni nell'immaginazione. Non so cosa avrebbe pensato di tutto quello che ho fatto finora.

Le scelte, i problemi da affrontare, i miei comportamenti, i viaggi, le persone che ho vissuto, il mio modo di vedere le cose, i litigi, il liceo, l'università, la mia musica...

E la fotografia... A lui piaceva molto, ed insieme alla macchina fotografica anche la videocamera. Non scorderò mai quel bellissimo viaggio a Roma durante il quale per metà del tempo ebbe fra le mani la Minolta e per l'altra metà del tempo la Panasonic (in realtà lo faceva in ogni viaggio). Non smetteva di fotografare qualunque cosa o riprenderci nei momenti più strani neanche per due minuti. E' sempre stata una delle cose che non ho mai dimenticato.

Sono davvero felice di aver ereditato questa sua passione, ma evidentemente in maniera alquanto più forte, dato che voglio farla diventare il mio mestiere.


In realtà, però, mi chiedo spesso cosa lui penserebbe del fatto che io stia per frequentare un corso così impegnativo - oltre che costoso! [http://www.contrasto.it/content/view/1076/30/lang,it/] - che mi porterà, si spera, ad iniziare un percorso lungo, ma importantissimo per me.

Come faccio da anni, posso solo immaginare cosa mi direbbe. Posso solo immaginare un suo abbraccio di contentezza, un'espressione d'orgoglio, oppure uno sguardo di disappunto o di dubbio.

E nell'immaginazione m'invento anche i finali, quindi mi piace spesso credere che lui ne sarebbe entusiasta (come da logica sarebbe pensarlo).


Ma molto spesso, sicuramente più di quanto credo, è come se mi trovassi, a forza, a dover giocare a mosca cieca. Avere alcune sensazioni e rischiare, provando ad immaginare dove sia il punto da colpire. Gettare le mani nel vuoto con gli occhi bendati, in cerca di un contatto che, nel mio caso, non c'è.

Durante tutti questi anni ho ricostruito la sua persona nella mia mente, un pò dai ricordi che ho, un pò dalle cose che ogni tanto mi racconta mia madre e poi, per una piccola parte, anche a mio piacimento.

Pur essendo stata ancora abbastanza piccola, ho sempre provato una grande stima nei suoi confronti e trovavo molto diverso il rapporto con lui rispetto a quello che avevo con mia madre. Anche e soprattutto per questo mi manca così tanto.


E' ormai da tempo che lo cerco nelle foto che faccio. Cerco qualche sua espressione o stato d'animo che manca nel mio archivio. Per sentirmi più completa.

Non smetterò mai di farlo, tenendo i miei occhi sempre ben aperti per non farmi sfuggire neanche un particolare di quello che lui sarebbe stato. Per me.

ottobre 22, 2009

Secondo giorno di pioggia a Milano

E' tutto magnifico qui, persino la pioggia. Ci vivo da poco più di una settimana e già mi piace tanto.
La metro e la sua vocina, il pavimento a mattoncini delle strade, il casino dappertutto, la gente di tutte le razze, i colori, la strada di casa col suo kebabbaro, l'immensa Feltrinelli, l'odore del mio portone, le fotografie.
Ho camminato così tanto che se tornassi a Taranto, starei a posto per almeno un anno! :)
E camminando ho pensato, oltre che guardato... Ho pensato a parecchie cose.

E' una vita nuova, la mia. E faccio un sospiro di sollievo.

ottobre 01, 2009

Memories

I barely know what I feel.
maybe I only feel sorry now.
I looked through his eyes
but I was blind to it.
after all, I loved it.

settembre 26, 2009

E all'improvviso piove

Dietro questo cielo grigio non si cela altro che pioggia. Una pioggia violenta che mi costringe a guardare dalla finestra. Aperta.
E rimango lì a guardare senza far nulla, senza nemmeno chiuderla quella finestra, per paura di non sentirne più l'odore. Consapevole che tra dieci minuti ha già smesso e che dall'altra parte c'è un gran sole.

settembre 09, 2009

Lascio la città e non prendo più la scala almeno per i prossimi due anni

Bella, sì. Ok, l'ho visitata per poco e da turista, ma mi piace.

In realtà ci sono salita con mia sorella per pulire casa (che detto così sembra poco e nulla).
In ogni caso adoro il colore delle pareti, le porte vecchie color panna e il tavolo a muro.
Poi mi piace il balcone e ciò che si vede da lì...

Lascio la mia città, un pezzo di me, il pezzo più importante. Porterò tutto dentro, ma credo che ci siano ricordi che non possono essere trasferiti insieme alle robe, che hanno senso solo in alcuni posti, che man mano che cambi abitudini, te li dimentichi. Te li vuoi dimenticare.

Dimenticare si fa per dire... li metti da parte, in quell'angolino dell'armadio che per arrivarci ti serve la scala grande - che ovviamente non prendi - convincendoti che è meglio così.
Arriva sempre il momento dello 'spolvero', ma speri che sia il più tardi possibile. E intanto rimandi.

E rimandando, vi do la buona notte ^^




agosto 15, 2009

Blog nuovo vita nuova?

Sì, avete capito bene: questo è il mio nuovo blog.
Obiettivo dell'anno: togliere il marcio per far spazio al buono. Certo, ho perso un pò di tempo ma meglio tardi che mai, dato che, per citare un proverbio inglese, a rotten apple injures its neighbours - una mela marcia rovina le compagne.
Ne cito un altro: a little kitchen makes a large house - la piccola cucina fa la casa grande (non chiedetemi il significato perchè non lo so!), per dire che spero davvero che il mini mini mini -cucinotto della mia nuova casa renda davvero la casa più grande, dato che, a confronto, quella di uno scoiattolo sembra almeno tre volte più grande.
Rettifico 1: un buco sì, ma a Milano;
rettifico 2: non è solo mia, c'è anche mia sorella di mezzo;
rettifico 3: ok, non è nè mia, nè sua, nè nostra: siamo in affitto.
Mi piacciono i rettifico a scemare.
Nuova città uguale nuove strade/negozi/cinema/supermercati/ikea/piazze/tabacchini/edicole ecc. da memorizzare (e qualcosa mi dice che, data la mia pigrizia oltre che fisica, mentale, tutto questo non sarà accettato positivamente dal mio cervello, almeno all'inizio).
E poi nuove amicizie, nuove abitudini, nuove mode e modi di pensare.. insomma, una nuova vita, ma soprattutto nuove foto (il mio vero obiettivo...).
E dato che non ho assolutissimamente il benchè minimo bisogno di fare una dieta (*tossisce ripetutamente*), approfitto per continuare a gustare, durante il mio ultimo mese qui a Taranto, tutte le prelibatezze che mia madre da sempre prepara. Oggi è il turno della crostata.
Adieu!